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La rasatura tradizionale: un’arte ritrovata

La rasatura tradizionale: un’arte ritrovata

La rasatura tradizionale

Negli ultimi anni, grazie anche al fenomeno hipster, la popolazione dei barbuti, che raggruppa tutti coloro che portano qualsiasi stile di barba, ha raggiunto il 54% degli uomini europei riportando in auge la rasatura tradizionale. Ma se circa la metà degli uomini porta la barba, quella della rasatura è sicuramente una questione che coinvolge l’intera popolazione maschile.

Mi chiederete come mai si parli di rasatura anche per chi porta la barba alla Karl Marx. Ebbene, considerato che siamo nel XXI secolo, anche le barbe più folte, importanti e piene, hanno bisogno di cure meticolose, proprio come per chi vuole avere un viso liscio ogni giorno.

Quindi vorrei approfondire con voi un argomento che al giorno d’oggi trova sempre più seguaci, specialmente per chi ha voglia e possibilità di prendersi cura di se: la rasatura tradizionale, una bella riscoperta.

 

Una guida alla rasatura tradizionale

Gli strumenti della rasatura tradizionale

Chi si rade il viso o buona parte di esso, mediamente ha duepossibili scelte: da una parte troviamo le meraviglie del nuovo secolo: i rasoi elettrici. In questo settore marchi come Braun e Philips la fanno da padrone; i primi, con la testina a scorrimento come i Remington, i secondi con le testine rotanti.

Poi ci sono i gel e le schiume da barba già pronte all’uso con i rasoi multilama, usa e getta o a testina intercambiabile, da due a fino a sei lame; questi ultimi sono i figli dei rasoi di sicurezza, o a farfalla, che usavano i nostri nonni, settore nel quale marchi come Wilkinson e Gillette hanno la fetta più significativa del mercato.

Dall’altra parte abbiamo invece il piacere lento dei secoli passati: quello che oggi viene chiamato il wet-shaving, ossia la rasatura bagnata, dove in effetti l’elemento più importante è propio l’acqua calda. Chi ama questo metodo potrà apprezzare i saponi duri o le creme, gli oli e i pre-barba, i rasoi a mano libera, i rasoi di sicurezza, gli shavette, i kamisori.

L’unica cosa che accomuna queste tipologie di rasatura è sempre e solo una: il dopobarba. 

Il piacere della rasatura

Figli dell’era in cui viviamo, in cui al mattino siamo soliti vivere e vedere scene di fantozziana memoria, tipo caffellatte con spazzolata incorporata, a prima vista appariranno più pratiche e congeniali le meraviglie della tecnologia.

In realtà non è così vero: posso garantirvi per esperienza personale che, prendendoci un po’ la mano, arriverete a impiegare lo stesso tempo anche con un tipo di rasatura tradizionale. 

A questo potrà fare eccezione il caso della rasatura della domenica: in questo giorno sacro è infatti bellissimo regalarsi il piacere di una rasatura fatta con tutti i crismi, partendo dal panno caldo e concludendo con il panno freddo e l’allume di rocca.

Inutile disquisire sulle azioni della modernità che noi tutti conosciamo; fermiamoci un secondo e prendiamoci anche noi cura di noi stessi, dedichiamo un po’ di tempo alla nostra cura e ne gioveremo sicuramente sia dermatologicamente, sia per scaricare stress e tensione. 

Si, perché in quei momenti, finalmente, potremmo collocare noi stessi al centro dei nostri pensieri.

panno caldo rasatura tradizionale

I tempi della rasatura tradizionale

La rasatura, che in questi casi diventa un vero e proprio rituale, ha, come essi, delle fasi che ben lo contraddistinguono.

Ma partiamo con ordine: innanzi tutto bisognerebbe che questo avvenga al mattino, a pelle riposata, magari subito dopo una bella doccia calda, durante la quale provvederemo a una bella lavata al viso, azione che può anche essere posticipata, come io stesso faccio e consiglio.

A seguire bisogna preparare la pelle e il pelo tramite l’applicazione di un olio o di una crema pre rasatura; fatto questo si passa al montaggio della schiuma, in ciotola o direttamente sul volto, dopo aver raccolto col pennello la crema o il sapone.

Ultimate queste fasi passeremo finalmente alla rasatura, prima lungo il senso del pelo, poi eventualmente, contropelo o “a tre quarti” nel caso in cui non fossimo abituati.

Al termine, ci sciacqueremo il viso con abbondante acqua fredda, applicando prima se fosse stato necessario dell’allume di rocca, terminando infine con l’applicazione e il massaggio dopobarba.

Sicuramente più lungo a spiegarsi che non a farsi, ma alla fine la pelle ringrazierà e voi stessi farete altrettanto.

rasatura tradizionale

Prima della rasatura

Entriamo più nel dettaglio: la rasatura tradizionale di distingue in tre fasi: pre-rasatura, rasatura e post rasatura.

Nella fase pre-rasatura bisogna preparare la pelle ad una azione che per sua natura è traumatica, cioè quella di far scorrere una lama sulla nostra pelle, ma come la prepariamo?

La risposta è semplice: cercando di far in modo che la lama trovi le minori asperità e ostacoli nel momento in cui solcherà il nostro viso. Si laverà quindi il viso con una bella saponata, in cui preferiremo saponi come i grandi classici, Palmolive, Marsiglia, latte di asino, o i mitici Valobra, e si sciaquerà in abbondante acqua calda.

Questa azione avrà il compito, oltre quello già detto, di dilatare al massimo i pori della pelle, facendo in modo che il pelo sia umido e non si incorra nel rischio di uno strappo.

A questo punto, sempre per facilitare lo scorrimento della lama, dovremo applicare un prodotto “pre-barba” esistono oli, oppure gel e creme; finito questo passaggio, potremmo spargere una generosa saponata sul nostro viso attraverso un bel pennello.

Potremmo scegliere tra un sapone da barba o una crema, che in ambo i casi avremo inumidito nel corso delle azioni precedenti. Possiamo scegliere tra il montaggio del sapone in ciotola o direttamente sul viso. Tra le due consiglierei la prima, perché ci permette con più facilità di controllare la densità della schiuma, che dovrà incamerare tantissima aria e tantissima acqua.

Per l’applicazione e la montatura ovviamente sarà necessario un pennello. Ne esistono di ogni tipo e per ogni portafoglio, dai pennelli commerciali in setola di maiale, ai sintetici, fino ai puro tasso o cavallo. Senza dimenticare il gusto estetico del manico del pennello, dalla plastica, fino alla porcellana.

 

pennello e rasoio rasatura tradizionale

La rasatura tradizionale vera e propria

Arriva poi la parte clou: la rasatura vera e propria: potremmo scegliere tra una infinità di rasoi: di sicurezza, mano libera, shavette o kamisori.

Dati i prezzi se dobbiamo partire da zero si può partire da uno shavette, che hanno un costo contenuto e montano lame sostituibili, oppure un classico rasoio di sicurezza, alcune marche: Fatip, Timor, Gillette e tante altre.

Per chi non ha scrupoli invece si può già passare al rasoio a mano libera, che a partire da un costo di un centinaio di euro con marche come Dovo, offrono già prodotti soddisfacenti ad ogni necessità.

La rasatura si inizia sempre nel senso del pelo, salvo fare una seconda passata che questa volta sarà contropelo o a “tre quarti” nel caso di una pelle non allenata o particolarmente sensibile.

Questo ci aiuterà a prevenire fastidiose irritazioni.

 

il piacere della rasatura tradizionale

Il post rasatura

Terminata la rasatura, dovremmo fare un’azione contraria a quelle precedenti di preparazione, ricordate la sciacquatura in abbondante acqua calda?

Bene, ora sciacqueremo con abbondante acqua fredda al fine di risigillare la pelle e i suoi pori, poi sulla pelle bagnata potremmo applicare dell’allume di rocca che aiuterà nell’operazione. L’allume inoltre è anche un buon disinfettante e lenitivo, oltre ad avere anche un potere cicatrizzante nel caso di qualche taglietto.

Infine risciacqueremo ancora con acqua fredda (il passaggio con l’allume di rocca è assolutamente facoltativo), tutto per concludere con lo “splash” di un buon dopobarba, meglio se alcolico, o di un balsamo o lozione  nel caso di pelli particolarmente sensibili.

La sensazione di freschezza che questa rasatura offirà, posso garantirvi, è seconda solo a quella dei migliori e vecchi barbieri del secolo scorso, realtà che, per fortuna, stanno piano piano tornando ad essere concrete anche al giorno d’oggi.

E se va bene a me, buona sbarbata a tutti.

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La barba: un vezzo da gentiluomini

La barba: un vezzo da gentiluomini

La barba: un vezzo da gentiluomini

Coltivare la barba è la cima della piramide tra tutti i riti di passaggio maschili ed è un processo che mette alla prova molti principi della virilità. Per questo la barba è diventata più di ogni altra cosa il vero vezzo dei gentiluomini.

Dopo aver trovato il giusto taglio di capelli, per molti inizia il viaggio per far crescere ed abbinare la giusta barba, che, non nascondiamolo, richiede una buona dose di pazienza e resistenza. 

Per non parlare del coraggio di ignorare quei lunghi sguardi in ufficio, durante quel periodo imbarazzante in cui la tua cosiddetta barba fa sembrare che tu sia vittima dei postumi di una sbronza e per il sesto giorno consecutivo non sia riuscito a rasarti.

Ma non c’è mai stato un momento migliore nella storia moderna per dare una svolta. Il cinquantacinque percento degli uomini del mondo porta qualche tipo di barba, pizzetto o baffi. 

Non è più un’esclusiva di barbari e motociclisti, anzi, ormai i barbieri offrono sempre servizi completi di cura della barba, al punto che faresti fatica a trovare una galleria commerciale che non abbia anche un negozio che vende oli, creme e rasoi per aiutarti a ottenere la barba giusta.

 

La barba: un vezzo da gentiluomini

Storia della barba

Barbe ce ne sono per tutti i gusti: barbe complete, barbette corte, baffetti alla Fu-Manchu, baffi a tricheco, pizzi da moschettiere o Franz-Joseph.

Fatto sta che nella storia dell’uomo la barba ha sempre avuto un’importanza notevole e l’ha sempre accompagnato. Già dai tempi degli antichi greci la barba ebbe un’importanza cruciale nella vita dell’uomo, il commediografo Aristofane spesso derideva nelle sue opere gli uomini che si rasavano o che avevano i classici “quattro peli in faccia”.

Questo sempre?

Assolutamente no, vi fu la parentesi introdotta dal grandissimo condottiero Alessandro Magno, che fu il primo ad aver ordinato alle sue truppe la rasatura completa e quotidiana del viso, non certo per motivi igienici, dubito che in quegli anni qualcuno potesse pensare a tanto, bensì per motivi tattici.

Infatti egli fu il primo a capire e apprendere il pericolo di poter esser disarcionati da cavallo, da parte dei soldati nemici, essendo tirati per la barba. L’esercito di Dario III, infatti, vinse più di una battaglia contro le truppe macedoni ricorrendo a questo trucchetto. Direte che ha dell’incredibile, eppure la battaglia di Gaugamela del 331 a.C. tra greci e persiani venne vinta dalle truppe di Alessandro Magno proprio perché i suoi soldati erano rasati!

La barba oggi

Oltre ai concetti relativi all’utilità storica, tattica ed etica, la barba col corso degli anni assunse sempre più un carattere estetico, ma non solo, la barba spesso ci dice qualcosa sul carattere della persona che la porta, ci può dire tanto sulle sue passioni e inclinazioni.

Spesso certe barbe sono strettamente legate all’estrazione sociale, alle tendenze o alle nazionalità cui si appartiene: basti pensare i payot degli ebrei ortodossi, barbe risorgimentali alla Garibaldi, Mazzini o Verdi, barbe incolte da rivoluzionario, il Che su tutti, fino ad arrivare al baffo all’inglese gentleman della City anni ‘20 o alle recenti rievocazioni dello stile americano hipster nato negli anni ‘40.

 Come non accennare, infine, al favorito di Francesco Giuseppe d’Austria, molto di moda nell’Austria ottocentesca divenuto poi il mutton chop tanto caro ai bikers americani.

Come dire, gli occhi sono lo specchio dell’anima, ma anche una barba ci può dire tanto!

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