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La rasatura tradizionale: un’arte ritrovata

La rasatura tradizionale: un’arte ritrovata

La rasatura tradizionale

Negli ultimi anni, grazie anche al fenomeno hipster, la popolazione dei barbuti, che raggruppa tutti coloro che portano qualsiasi stile di barba, ha raggiunto il 54% degli uomini europei riportando in auge la rasatura tradizionale. Ma se circa la metà degli uomini porta la barba, quella della rasatura è sicuramente una questione che coinvolge l’intera popolazione maschile.

Mi chiederete come mai si parli di rasatura anche per chi porta la barba alla Karl Marx. Ebbene, considerato che siamo nel XXI secolo, anche le barbe più folte, importanti e piene, hanno bisogno di cure meticolose, proprio come per chi vuole avere un viso liscio ogni giorno.

Quindi vorrei approfondire con voi un argomento che al giorno d’oggi trova sempre più seguaci, specialmente per chi ha voglia e possibilità di prendersi cura di se: la rasatura tradizionale, una bella riscoperta.

 

Una guida alla rasatura tradizionale

Gli strumenti della rasatura tradizionale

Chi si rade il viso o buona parte di esso, mediamente ha duepossibili scelte: da una parte troviamo le meraviglie del nuovo secolo: i rasoi elettrici. In questo settore marchi come Braun e Philips la fanno da padrone; i primi, con la testina a scorrimento come i Remington, i secondi con le testine rotanti.

Poi ci sono i gel e le schiume da barba già pronte all’uso con i rasoi multilama, usa e getta o a testina intercambiabile, da due a fino a sei lame; questi ultimi sono i figli dei rasoi di sicurezza, o a farfalla, che usavano i nostri nonni, settore nel quale marchi come Wilkinson e Gillette hanno la fetta più significativa del mercato.

Dall’altra parte abbiamo invece il piacere lento dei secoli passati: quello che oggi viene chiamato il wet-shaving, ossia la rasatura bagnata, dove in effetti l’elemento più importante è propio l’acqua calda. Chi ama questo metodo potrà apprezzare i saponi duri o le creme, gli oli e i pre-barba, i rasoi a mano libera, i rasoi di sicurezza, gli shavette, i kamisori.

L’unica cosa che accomuna queste tipologie di rasatura è sempre e solo una: il dopobarba. 

Il piacere della rasatura

Figli dell’era in cui viviamo, in cui al mattino siamo soliti vivere e vedere scene di fantozziana memoria, tipo caffellatte con spazzolata incorporata, a prima vista appariranno più pratiche e congeniali le meraviglie della tecnologia.

In realtà non è così vero: posso garantirvi per esperienza personale che, prendendoci un po’ la mano, arriverete a impiegare lo stesso tempo anche con un tipo di rasatura tradizionale. 

A questo potrà fare eccezione il caso della rasatura della domenica: in questo giorno sacro è infatti bellissimo regalarsi il piacere di una rasatura fatta con tutti i crismi, partendo dal panno caldo e concludendo con il panno freddo e l’allume di rocca.

Inutile disquisire sulle azioni della modernità che noi tutti conosciamo; fermiamoci un secondo e prendiamoci anche noi cura di noi stessi, dedichiamo un po’ di tempo alla nostra cura e ne gioveremo sicuramente sia dermatologicamente, sia per scaricare stress e tensione. 

Si, perché in quei momenti, finalmente, potremmo collocare noi stessi al centro dei nostri pensieri.

panno caldo rasatura tradizionale

I tempi della rasatura tradizionale

La rasatura, che in questi casi diventa un vero e proprio rituale, ha, come essi, delle fasi che ben lo contraddistinguono.

Ma partiamo con ordine: innanzi tutto bisognerebbe che questo avvenga al mattino, a pelle riposata, magari subito dopo una bella doccia calda, durante la quale provvederemo a una bella lavata al viso, azione che può anche essere posticipata, come io stesso faccio e consiglio.

A seguire bisogna preparare la pelle e il pelo tramite l’applicazione di un olio o di una crema pre rasatura; fatto questo si passa al montaggio della schiuma, in ciotola o direttamente sul volto, dopo aver raccolto col pennello la crema o il sapone.

Ultimate queste fasi passeremo finalmente alla rasatura, prima lungo il senso del pelo, poi eventualmente, contropelo o “a tre quarti” nel caso in cui non fossimo abituati.

Al termine, ci sciacqueremo il viso con abbondante acqua fredda, applicando prima se fosse stato necessario dell’allume di rocca, terminando infine con l’applicazione e il massaggio dopobarba.

Sicuramente più lungo a spiegarsi che non a farsi, ma alla fine la pelle ringrazierà e voi stessi farete altrettanto.

rasatura tradizionale

Prima della rasatura

Entriamo più nel dettaglio: la rasatura tradizionale di distingue in tre fasi: pre-rasatura, rasatura e post rasatura.

Nella fase pre-rasatura bisogna preparare la pelle ad una azione che per sua natura è traumatica, cioè quella di far scorrere una lama sulla nostra pelle, ma come la prepariamo?

La risposta è semplice: cercando di far in modo che la lama trovi le minori asperità e ostacoli nel momento in cui solcherà il nostro viso. Si laverà quindi il viso con una bella saponata, in cui preferiremo saponi come i grandi classici, Palmolive, Marsiglia, latte di asino, o i mitici Valobra, e si sciaquerà in abbondante acqua calda.

Questa azione avrà il compito, oltre quello già detto, di dilatare al massimo i pori della pelle, facendo in modo che il pelo sia umido e non si incorra nel rischio di uno strappo.

A questo punto, sempre per facilitare lo scorrimento della lama, dovremo applicare un prodotto “pre-barba” esistono oli, oppure gel e creme; finito questo passaggio, potremmo spargere una generosa saponata sul nostro viso attraverso un bel pennello.

Potremmo scegliere tra un sapone da barba o una crema, che in ambo i casi avremo inumidito nel corso delle azioni precedenti. Possiamo scegliere tra il montaggio del sapone in ciotola o direttamente sul viso. Tra le due consiglierei la prima, perché ci permette con più facilità di controllare la densità della schiuma, che dovrà incamerare tantissima aria e tantissima acqua.

Per l’applicazione e la montatura ovviamente sarà necessario un pennello. Ne esistono di ogni tipo e per ogni portafoglio, dai pennelli commerciali in setola di maiale, ai sintetici, fino ai puro tasso o cavallo. Senza dimenticare il gusto estetico del manico del pennello, dalla plastica, fino alla porcellana.

 

pennello e rasoio rasatura tradizionale

La rasatura tradizionale vera e propria

Arriva poi la parte clou: la rasatura vera e propria: potremmo scegliere tra una infinità di rasoi: di sicurezza, mano libera, shavette o kamisori.

Dati i prezzi se dobbiamo partire da zero si può partire da uno shavette, che hanno un costo contenuto e montano lame sostituibili, oppure un classico rasoio di sicurezza, alcune marche: Fatip, Timor, Gillette e tante altre.

Per chi non ha scrupoli invece si può già passare al rasoio a mano libera, che a partire da un costo di un centinaio di euro con marche come Dovo, offrono già prodotti soddisfacenti ad ogni necessità.

La rasatura si inizia sempre nel senso del pelo, salvo fare una seconda passata che questa volta sarà contropelo o a “tre quarti” nel caso di una pelle non allenata o particolarmente sensibile.

Questo ci aiuterà a prevenire fastidiose irritazioni.

 

il piacere della rasatura tradizionale

Il post rasatura

Terminata la rasatura, dovremmo fare un’azione contraria a quelle precedenti di preparazione, ricordate la sciacquatura in abbondante acqua calda?

Bene, ora sciacqueremo con abbondante acqua fredda al fine di risigillare la pelle e i suoi pori, poi sulla pelle bagnata potremmo applicare dell’allume di rocca che aiuterà nell’operazione. L’allume inoltre è anche un buon disinfettante e lenitivo, oltre ad avere anche un potere cicatrizzante nel caso di qualche taglietto.

Infine risciacqueremo ancora con acqua fredda (il passaggio con l’allume di rocca è assolutamente facoltativo), tutto per concludere con lo “splash” di un buon dopobarba, meglio se alcolico, o di un balsamo o lozione  nel caso di pelli particolarmente sensibili.

La sensazione di freschezza che questa rasatura offirà, posso garantirvi, è seconda solo a quella dei migliori e vecchi barbieri del secolo scorso, realtà che, per fortuna, stanno piano piano tornando ad essere concrete anche al giorno d’oggi.

E se va bene a me, buona sbarbata a tutti.

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Comprare un Rolex: spesa o investimento?

Comprare un Rolex: spesa o investimento?

Comprare un Rolex è una spesa o un investimento?

Comprare un Rolex è una spesa o un investimento? Risponde quest’oggi alla nostra domanda Franz Rivoiraautore di The Watch Manual, in lancio su Indiegogo. Il suo libro ci spiega gli orologi dall’Audemars allo Zodiac. La competenza di Franz si vede subito, dato che può vantare circa 30 anni di esperienza nel marketing globale e nei più diversi ruoli della comunicazione strategica, oltre ad essere attivamente impegnato come speaker e giudice internazionale in eventi del settore del mobile e arredo.

È possibile conoscerlo meglio guardando  il sito e blog della sua azienda www.italianconsulting.sg.

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Acquistare un Rolex: spesa o investimento?

Comprare un orologio al giorno d’oggi dovrebbe essere un piacere personale.

Un orologio, al contrario di altri oggetti, rappresenta ormai un oggetto assimilabile all’accessorio, che unisce una funzione utilitaristica (ovvero leggere le ore) con una funzione di espressione del proprio stile, esattamente come fa una cravatta, una borsa, un gioiello o un paio di scarpe.

In questo reame di mezzo si situa tutto il mondo che ruota intorno all’oggetto-orologio. Ed è precisamente quello che lo rende immune dal tanto decantato pericolo di sparizione dell’orologio da polso rappresentato dalla diffusione degli smartwatch.

Tornando al quesito, e focalizzandosi sopra la marca specifica, ovvero quella più conosciuta al mondo, un Rolex (ma bisognerebbe chiedersi quale Rolex) cosa rappresenta? E la risposta, ahimé, è che un simile oggetto assume una valenza solo quando viene usato.

Da conoscitore e amante degli orologi posso comprare un Rolex perché ne ammiro la storia, i contributi dati all’evoluzione dell’orologeria, la raffinata semplicità del suo movimento, ottimizzato all’inverosimile, e il fatto che sia un bell’orologio che mi rappresenta in un certo momento della mia vita. Un’altra persona potrebbe acquistarlo solamente poiché agli occhi di chi guarda rappresenta un simbolo di successo economico, e che probabilmente in futuro aumenterà di valore. Magari non gli interessa neppure che cosa ci sia dentro, se un meccanismo in acciaio perfettamente regolato o un piccolo criceto che corre in una ruota. L’importante è l’effetto che fa. Questo spiega anche la diffusione dei famosi cloni, che riproducono in modo perfetto gli orologi di marca. L’immagine che ho messo è esplicativa: quale è l’originale e quale il clone?

Il Rolex oggi

Dunque, torniamo indietro all’origine: un orologio (non solo un Rolex), soprattutto oggi, non rappresenta altro che l’espressione della motivazione all’acquisto di chi lo compra.

Per me l’acquisto di un orologio rappresenta la cristallizzazione di un momento specifico. Un po’ come un tatuaggio, solo che un orologio si può mettere e togliere. In altri casi, invece, rappresenta l’inizio di un percorso: tra le cose che faccio, c’è quella di recuperare vecchio orologi e ridare loro vita (o come mi ha detto qualcuno con curiosità e ammirazione, “guarirli”). Io adoro i vecchi orologi, e quando uno di questi piccoli meccanismi complessi riprende a battere è un pezzo di storia dell’orologeria che si ricuce. Poi, posso tenerli per me o venderli: ma la soddisfazione di vederli di nuovo svolgere la loro funzione, ed essere apprezzati anziché buttati via come ferrovecchi è davvero una sensazione appagante.

Quindi, un Rolex è sicuramente una spesa. E’ sicuramente un (discreto) investimento. E’ soprattutto un ottimo orologio, che difficilmente vi tradirà. Infine, è una sorta di assegno in bianco: qualsiasi cosa accada, con un Rolex non avrete difficoltà in qualunque parte del mondo a venderlo per ricavare del denaro in caso di necessità. Quindi, più che un investimento (non fate investimenti in orologi se non sapete quello che state facendo), consideratelo una specie di fondo di emergenza, e di grande effetto estetico.

The watch manual

Parlo di Rolex, e di come trovare, comprare e vendere orologi nel mio libro che si chiama The Watch Manual, ed è ora in pre-ordine su Indiegogo al 40% di sconto. E’ un manuale completo dove spiego per filo e per segno il mondo degli orologi e le loro qualità. Per ora in inglese, ma se c’è richiesta potrei anche tradurlo in italiano!

Se siete appassionati di orologi, gestisco dei profili su Instagram e Facebook chiamati “The Watchonomicon.” dove pubblico regolarmente materiale relativo al campo degli orologi – se siete interessati, e l’inglese non rappresenta un problema per voi, iscrivetevi.

Ho inoltre un canale Patreon, sempre in inglese, dove pubblico contenuti esclusivi per i miei sottoscrittori: lo potrete trovare qui: The Watchonomicon is creating knowledge of horology, watches and style | Patreon

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La barba: un vezzo da gentiluomini

La barba: un vezzo da gentiluomini

La barba: un vezzo da gentiluomini

Coltivare la barba è la cima della piramide tra tutti i riti di passaggio maschili ed è un processo che mette alla prova molti principi della virilità. Per questo la barba è diventata più di ogni altra cosa il vero vezzo dei gentiluomini.

Dopo aver trovato il giusto taglio di capelli, per molti inizia il viaggio per far crescere ed abbinare la giusta barba, che, non nascondiamolo, richiede una buona dose di pazienza e resistenza. 

Per non parlare del coraggio di ignorare quei lunghi sguardi in ufficio, durante quel periodo imbarazzante in cui la tua cosiddetta barba fa sembrare che tu sia vittima dei postumi di una sbronza e per il sesto giorno consecutivo non sia riuscito a rasarti.

Ma non c’è mai stato un momento migliore nella storia moderna per dare una svolta. Il cinquantacinque percento degli uomini del mondo porta qualche tipo di barba, pizzetto o baffi. 

Non è più un’esclusiva di barbari e motociclisti, anzi, ormai i barbieri offrono sempre servizi completi di cura della barba, al punto che faresti fatica a trovare una galleria commerciale che non abbia anche un negozio che vende oli, creme e rasoi per aiutarti a ottenere la barba giusta.

 

La barba: un vezzo da gentiluomini

Storia della barba

Barbe ce ne sono per tutti i gusti: barbe complete, barbette corte, baffetti alla Fu-Manchu, baffi a tricheco, pizzi da moschettiere o Franz-Joseph.

Fatto sta che nella storia dell’uomo la barba ha sempre avuto un’importanza notevole e l’ha sempre accompagnato. Già dai tempi degli antichi greci la barba ebbe un’importanza cruciale nella vita dell’uomo, il commediografo Aristofane spesso derideva nelle sue opere gli uomini che si rasavano o che avevano i classici “quattro peli in faccia”.

Questo sempre?

Assolutamente no, vi fu la parentesi introdotta dal grandissimo condottiero Alessandro Magno, che fu il primo ad aver ordinato alle sue truppe la rasatura completa e quotidiana del viso, non certo per motivi igienici, dubito che in quegli anni qualcuno potesse pensare a tanto, bensì per motivi tattici.

Infatti egli fu il primo a capire e apprendere il pericolo di poter esser disarcionati da cavallo, da parte dei soldati nemici, essendo tirati per la barba. L’esercito di Dario III, infatti, vinse più di una battaglia contro le truppe macedoni ricorrendo a questo trucchetto. Direte che ha dell’incredibile, eppure la battaglia di Gaugamela del 331 a.C. tra greci e persiani venne vinta dalle truppe di Alessandro Magno proprio perché i suoi soldati erano rasati!

La barba oggi

Oltre ai concetti relativi all’utilità storica, tattica ed etica, la barba col corso degli anni assunse sempre più un carattere estetico, ma non solo, la barba spesso ci dice qualcosa sul carattere della persona che la porta, ci può dire tanto sulle sue passioni e inclinazioni.

Spesso certe barbe sono strettamente legate all’estrazione sociale, alle tendenze o alle nazionalità cui si appartiene: basti pensare i payot degli ebrei ortodossi, barbe risorgimentali alla Garibaldi, Mazzini o Verdi, barbe incolte da rivoluzionario, il Che su tutti, fino ad arrivare al baffo all’inglese gentleman della City anni ‘20 o alle recenti rievocazioni dello stile americano hipster nato negli anni ‘40.

 Come non accennare, infine, al favorito di Francesco Giuseppe d’Austria, molto di moda nell’Austria ottocentesca divenuto poi il mutton chop tanto caro ai bikers americani.

Come dire, gli occhi sono lo specchio dell’anima, ma anche una barba ci può dire tanto!

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Come usare il profumo da uomo

Come usare il profumo da uomo

Come usare il profumo da uomo

Il profumo per un gentleman è il vero accessorio invisibile e svolge un ruolo essenziale nel modo in cui gli altri ti percepiscono e ti ricordano. Un profumo può garbatamente anticipare la tua presenza o lasciare un delicato ricordo dopo che sei andato via. Come tale, è parte integrante del tuo stile personale ed è un qualcosa che puoi utilizzare a tuo vantaggio. Tuttavia, se vuoi che la tua colonia aumenti la tua attrattiva o la tua fiducia in te stesso, dovrai prima sapere come usare il profumo da uomo nel modo più corretto. L’uso e l’applicazione dell’acqua di Colonia è un’arte che puoi padroneggiare rapidamente. Tutto ciò che serve è la giusta guida su come scegliere una grande fragranza, dove e quando usarla, quanta usarne e come conservarla.

Come usare il profumo da uomo

Dove applicare il profumo

Per utilizzare correttamente la colonia che hai scelto, devi sapere dove applicarla. Idealmente, gli uomini dovrebbero applicare la loro acqua di colonia sotto i polsi o in genere nelle aree più calde del loro corpo. Grazie al loro calore, queste aree, che includono collo, torace, spalle, polsi e gomiti interni, possono proiettare il profumo in modo più efficiente, il che significa che è richiesta una minor quantità di profumo. Il nostro consiglio è di concentrarti solo su uno o due di questi punti, in particolare, i polsi e il collo formano una combinazione eccellente. Si noti inoltre che sebbene i gomiti, le ascelle e dietro le ginocchia siano anche aree calde, di solito non sono ideali per l’acqua di Colonia.

Come applicare la colonia

  • Applica l’acqua di colonia dopo essere usciti dalla doccia per pulire, asciugare la pelle.
  • Non nebulizzarla in aria per poi attraversarla.
  • Spruzzala direttamente sui punti scelti, come l’interno dei polsi e del collo.
  • Tenere la bottiglia a circa dieci centimetri di distanza dalla pelle durante la nebulizzazione.
  • Non usarne troppa (2-4 spruzzatine sono l’ideale).
  • Non strofinare mai la colonia sulla pelle dopo l’applicazione.
  • Riapplicala solo sui polsi quando il profumo svanisce.

 Quanti e quali sono i tipi di profumo?

 Prima ancora di scegliere la tua profumazione, è necessario comprendere i diversi tipi di fragranze disponibili. Familiarizzandoti con tutte le tue opzioni, sarai in grado di selezionare la colonia più adatta alle tue esigenze. Sarai anche in grado di capire perché alcuni profumi sono economici mentre altri sono incredibilmente costosi. 

In generale, tutto si riduce alla percentuale dell’essenza aromatica nella fragranza, che influisce sulla durata della pelle. Ad esempio, le fragranze Eau de Toilette in genere contengono circa il 10% di essenza aromatica e durano solo poche ore. L’Eau de Parfum, d’altra parte, presenta un più alto concentrato di essenza di profumo (dal 15% al ​​20%) e può durare significativamente più a lungo. Tuttavia, a causa della sua maggiore concentrazione, questo tipo di fragranza tende anche a costare di più. Qui di seguito puoi osservare un’immagine illustrativa.

È anche importante notare la differenza tra colonie di design e colonie di nicchia quando si guardano i tipi di fragranze. Le colonie di stilisti sono create da marchi di stilisti e sono estremamente comuni. Sono progettati per il consumo di massa, il che significa che di solito presentano profumi più morbidi e sicuri che piaceranno a più persone. Tendono inoltre a essere realizzati con materiali più comuni per risparmiare denaro e consentire un volume maggiore di produzione. Le colonie di nicchia, d’altra parte, offrono ai clienti più selettivi profumi più unici. Tali colonie possono spesso essere polarizzate a causa dei loro odori audaci e in genere costano più di una fragranza firmata. Come tali, di solito sono scelti solo dagli appassionati di profumi.

Come scegliere il tuo profumo

Devi sapere come scegliere una buona acqua di colonia in base a diversi fattori. Per fare ciò, inizia spruzzando le varie colonie da lontano su carte campione e decidendo quali profumi ti piacciono inizialmente. Mentre lo fai, tieni presente che le fragranze fresche e leggere funzionano meglio per l’estate mentre i profumi più forti con note di legno o spezie sono ideali per l’inverno. Quindi, assicurati che la fragranza si adatti alla tua pelle e rimanga a lungo a lungo spruzzando un campione sul polso e lasciandolo tutto il giorno, annusando regolarmente per vedere come interagisce con le naturali secrezioni della tua pelle. In questo modo avrai un’idea eccellente di come sarà indossare regolarmente quella Colonia prima di acquistarla.

In questa fase, è anche importante capire come la fragranza si modificherà nel tempo. I profumi sono composti da note di testa, note di cuore e note di fondo, ognuna delle quali si asciuga a intervalli diversi, facendo cambiare la fragranza. Le note di testa durano circa da 15 a 120 minuti, le note di cuore possono durare da 30 minuti a cinque ore e le note di base, che spiegano quanto durerà la fragranza, restano in giro da due a otto o più ore.

Il profumo esprime la tua personalità, quindi assicurati di scegliere sempre tu stesso la fragranza, non permettere a qualcun altro di selezionarlo per te e non comprarlo solo perché ti piace su un amico. Poiché le profumazioni hanno un odore diverso su persone diverse, è fondamentale che sia tu stesso a provare la fragranza prima di effettuare un acquisto.

Come e dove conservare il profumo

Pochi sanno che il luogo in cui tieni il profumo può influire sul suo odore e sulla sua durata. Pertanto, è importante essere diligenti nel conservare correttamente le colonie. Se lasciassi la tua acqua di colonia in una zona che è esposta a rapidi cambiamenti di temperatura, come la parte superiore dei cassetti nel tuo bagno, la fragranza si altererà più velocemente. Anche la luce solare avrà lo stesso effetto, quindi assicurati di evitare i davanzali. Se vuoi che il tuo profumo duri a lungo, è meglio conservare la tua acqua di colonia in un’area costantemente fresca, buia e asciutta. In particolare, l’armadio della tua camera da letto può rivelarsi una scelta eccellente.

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Correre per mettersi in forma

Correre per mettersi in forma

Correre per mettersi in forma

Correre è un ottimo modo per mettersi in forma, sentirsi meglio e persino stringere nuove relazioni con altri corridori. Iniziare una nuova abitudine di corsa non è affatto difficile: basta un paio di scarpe comode e la volontà di muoversi un po’, sempre assecondando i tuoi ritmi. Questa guida ti consente di iniziare facilmente e gradualmente. Sei pronto? Andiamo!

Correre per mettersi in forma

Il metodo Run – Walk

Correre per mettersi in forma non è difficile: il metodo Run-Walk è un ottimo modo per iniziare se siete nuovi corridori, o se state riprendendo dopo una lunga pausa. Questo metodo è stato introdotto dall’olimpionico Jeff Galloway e contrariamente a quanto potresti pensare, la tecnica non significa camminare quando sei stanco; significa fare delle brevi pause prima di esserlo. Prima di cominciare confrontati con il tuo medico personale e ascolta i suoi consigli. Puoi scegliere qualsiasi rapporto tra camminata e corsa che sia alla tua portata per incrementare gradualmente. Le nostre combinazioni iniziali suggerite sono:

Principianti (alla portata di tutti): corsa da 10 a 30 secondi + camminata da 1 a 2 minuti da ripetersi per tutta la durata del tuo allenamento.

Intermedi (facile): corsa da 1 a 5 minuti + camminata da 1 a 2 minuti da ripetersi per tutta la durata del tuo allenamento.

In forma (un po’ più impegnativo): corsa da 2 a 8 minuti + camminata da 30 secondi a 1 minuto da ripetersi per tutta la durata del tuo allenamento.

Il tuo primo piano di allenamento

Ecco la formula di base per un ottimo piano di allenamento di partenza.

  • Allenati tre giorni alla settimana
  • Corri o corri / cammina dai 20 ai 30 minuti, due giorni alla settimana
  • Fai una corsa più lunga o corri / cammina (da 40 minuti a un’ora) una volta nel fine settimana
  • Riposa o ipotizza di fare del cross-training nei tuoi giorni di riposo
  • Corri a un ritmo colloquiale (devi riuscire a parlare mentre corri senza ansimare eccessivamente)
  • Fai delle pause regolari

La motivazione

Perché il nostro programma abbia successo la chiave è la motivazione. Charles Duhigg, autore di Il potere delle abitudini, sostiene che alla base della motivazione ci siano sempre un premiouna ricompensa (un frullato, un pezzetto di cioccolato fondente, un massaggio) e una routine, cioè l’allenamento vero e proprio. Metti per iscritto il tuo progetto e appendilo in un posto in cui sia sempre visibileCorri alla stessa ora del giorno e ascolta della musica che ti dia la carica. I segnali devono essere coerenti dato che stai creando dei percorsi neurali che rendono l’attività un’abitudine. Correda la tua routine con cose che ti faranno sentire bene: corri con gli amici e/o usa una app come Runtastic per tenere traccia dei tuoi progressi in termini di distanza, tempo e durata.

L’obbiettivo

Dopo che sarai a tuo agio con il terzo step del metodo run – walk l’obiettivo finale sarà quello di correre da 3 a 5 giorni alla settimana per 30-40 minuti o più. Rammenta sempre di ascoltare il tuo corpo e di rispettarlo con adeguati tempi di riposo e di eventuale stop in caso di dolori osteomuscolari.

Suggerimento per l’allenamento: per aria pulita e polmoni sani, cerca di non eseguire gli allenamenti ai lati di una strada trafficata o durante il traffico nelle ore di punta. Trova strade a basso traffico dove qualsiasi scarico verrà disperso rapidamente. Ancora meglio, il più spesso possibile, prova a correre nelle cinture verdi – nei parchi, sulle piste ciclabili, intorno ai bacini e simili. Ricorda di usare sempre delle scarpe di buona qualità per evitare fastidiose infiammazioni, talloniti e fasciti plantari.

 

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Come scegliere il giusto taglio di capelli

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Come scegliere il giusto taglio di capelli

Esattamente come per l’abbigliamento, i tagli di capelli non sono tutti uguali. Ma a differenza dei tuoi vestiti, non puoi cambiare un taglio che non ti piace altrettanto rapidamente. Ecco perché – prima di andare sotto le forbici del barbiere – vale la pena sapere quali stili si adattano meglio alla forma del tuo viso per scegliere il giusto taglio di capelli. Un centimetro in più qui o un’infarinatura di peli sul viso possono fare una gran differenza.

Qual è la forma del tuo viso?

Come si riesce a determinare quale forma ha il tuo viso? È semplice. Innanzitutto, armati di un metro a nastro flessibile. Quindi, prendi le seguenti misure, registrandole mentre procedi.

  1. Fronte: misura lungo il viso dall’estremità di un arco sopracciliare fino all’estremità dell’arco opposto.
  2. Zigomi: misura da zigomo a zigomo, iniziando e finendo nella parte più appuntita sotto l’angolo esterno di ciascun occhio.
  3. Mascella: misura dalla punta del mento fin sotto l’orecchio nel punto in cui la mascella si inclina verso l’alto. Moltiplica questo numero per due per ottenere la misurazione della mascella.
  4. Lunghezza del viso: misura dal centro dell’attaccatura dei capelli alla punta del mento.

Dopo aver effettuato queste misurazioni, nota quale è il più grande dei quattro, quindi confrontalo con i sette profili principali per scoprire dove cade la tua faccia.

  • Ovale: la lunghezza del viso è maggiore della larghezza degli zigomi e la misura della fronte è maggiore di quella della mascella. L’angolo della mascella è arrotondato anziché acuto.
  • Rettangolare: la lunghezza della faccia è la misura più grande; fronte, zigomi e mascella hanno dimensioni simili.
  • Triangolare: la mascella misura più degli zigomi, che a loro volta misurano più della fronte.
  • Rotondo: gli zigomi e la lunghezza del viso hanno una dimensione simile. Sono più grandi della fronte e della mascella, che a loro volta hanno una misura simile. L’angolo della mascella è morbido e molto meno definito.
  • Cuore: la fronte misura più degli zigomi e della mascella, il mento è appuntito.
  • Quadrato: tutte le misure sono abbastanza simili. L’angolo della mascella è acuto piuttosto che arrotondato.
  • Diamante: la lunghezza del viso è più grande. Quindi, in ordine decrescente: zigomi, fronte e la misura più piccola è la mascella. Il mento è appuntito.

Scegliere il giusto taglio in base alla forma del tuo viso

Scegliere il taglio di capelli per visi ovali

Visto come il jackpot genetico per le donne, un ovale potrebbe non essere il più alfa delle forme del viso per gli uomini, ma è una buona tela per la sperimentazione. Simmetrica e ben proporzionata, una forma del viso ovale rende praticamente qualsiasi acconciatura, quindi – uomo fortunato – la scelta è molto tua.

Detto questo, ci sono un paio di avvertenze secondarie per assicurarti di ottimizzare la tua ovalità. “Il trucco con una forma del viso ovale è quello di sollevare i capelli dalla fronte per creare un po ‘di volume e angoli in cima”. “Lo stile più adatto è un classico corto posteriore e laterale e leggermente più lungo nella parte superiore, con una riga laterale.”

Ti consigliamo anche di evitare una frangia in avanti. “Troppa pesantezza sulla fronte ammorbidisce le caratteristiche e aumenta la rotondità del viso”, afferma il parrucchiere celebrità Jamie Stevens .

E sentiti libero di abbandonare la barba, afferma Denis Robinson, direttore creativo di Ruffians . “Non hai bisogno di peli sul viso per colmare eventuali lacune sproporzionate in questo caso, quindi sentiti libero di rasarti bene.”

Scegliere il taglio per visi quadrati

Considerato l’ideale maschile, una forma quadrata del viso è caratterizzata da una mascella affilatissima, proporzioni uniformi e un aspetto complessivo “cesellato”.

Come l’ovale, è un’ottima base per la maggior parte degli stili ed è abbastanza versatile per lavorare con acconciature sia estremamente corte che più lunghe. Ricorda solo che con i tagli corti più correrai, più sembrerà che tu sia appena stato arruolato. 

“I tagli di capelli classici e ordinati completano al meglio una forma quadrata – pensa a sfumature basse, righe laterali e tagli corti in cima”, afferma Stevens. Un velo di barba conferisce anche alla nitidezza della mascella una leggera consistenza gradevole senza offuscarne la linea.

Scegliere il taglio di capelli per  visi rettangolari

La più lunga delle forme del viso, una faccia rettangolare cade da qualche parte tra un ovale e un quadrato, ma richiede un’acconciatura leggermente ottimizzata per garantire che il viso non appaia anche più lungo di quello che è.

“Poiché una faccia rettangolare sembra più lunga, è importante evitare di rendere i lati troppo corti se si tiene la lunghezza in alto, poiché ciò accentuerebbe solo la lunghezza della faccia”. “Prova uno stile ben proporzionato che non tenga i lati troppo corti o che non lasci troppa lunghezza in cima.”

Seguendo questo consiglio, prova uno stile che lasci cadere i capelli ai lati e / o sulla fronte per aggiungere larghezza e assicurarti che il tuo viso non appaia più stretto di quanto non sia.

Infine, non abbinare mai una barba lunga, dice Robinson. “Una barba lunga allunga solo il viso, quindi prova invece barbe che variano in lunghezza da barba media a barba corta per colmare eventuali lacune.”

I tagli di capelli per per visi rotondi

Circolare con un mento arrotondato e senza linee o angoli evidenti, una forma rotonda del viso beneficia di un taglio di capelli che gli conferisce una certa definizione.

“Se hai una forma rotonda del viso, pensa al quadrato”, afferma Stevens. “Dato che le facce rotonde hanno poco in termini di angoli naturali, devi creare l’illusione della struttura con i tuoi capelli. Uno stile con altezza sulla parte superiore che è stretto ai lati come un pompadour o una cima piatta funziona bene per aggiungere struttura, così come le frange frontali. ”

“Gli angoli quadrati nella zona ad alta recessione dei capelli renderanno più nitidi i bordi morbidi”, aggiunge Robinson. “Una barba completamente quadrata aiuterà anche a diluire la zona del mento, dando l’apparenza di una mascella più cesellata.”

Scegliere il taglio di capelli per visi a diamante

Stretto nel mento e nella fronte, con larghezza nelle guance, il diamante è una delle forme del viso più rare. Per questo motivo, richiede alcuni accorgimenti speciali in fase di design del taglio.

“Le acconciature che aggiungono larghezza alla fronte e al mento sono la soluzione migliore”, afferma Stevens. “Le frange funzionano bene per aggiungere consistenza alla fronte, mentre gli stili più lunghi che possono essere nascosti dietro le orecchie sono eccellenti per accentuare la struttura ossea di una forma di diamante.”

Tuttavia, evitiamo i capelli ai lati troppo corti: data la larghezza degli zigomi, un’acconciatura particolarmente corta ai lati farà sembrare le tue orecchie più grandi.

Le linee e gli strati più morbidi sono migliori per questa forma del viso, lavorando per ammorbidire i suoi angoli naturali. Prova una spazzata o una marcata riga laterale e considera di far crescere un’ombra di barba se vuoi aggiungere un po’ di volume a un mento particolarmente stretto.

Scegliere il taglio per un viso a cuore

Largo alle tempie e all’attaccatura dei capelli, gradualmente si restringe fino a un punto del mento, la (piuttosto rara) forma del viso a cuore beneficia di alcune illusioni ottiche per farlo apparire meglio proporzionato.

“In questo caso scegliere il giusto taglio di capelli significa evitare tagli molto stretti, poiché accentueranno la ristrettezza del mento e la larghezza della fronte”, afferma Stevens. “Uno sguardo di media lunghezza è la scommessa più sicura.” Acconciature di media lunghezza e lunghe che sono mantenute ragionevolmente sottili e ammorbidiscono la fronte forte della forma del cuore.

Anche i peli del viso sono fondamentali in questo caso, aggiungendo un po ‘di massa necessaria a un mento stretto e alla mascella, afferma Robinson. “Come con la forma del viso a diamante, una barba aiuta una forma a cuore a ottenere pienezza nella metà inferiore e più stretta della testa.”

Quali tagli per  visi triangolari

A causa della sua fronte stretta e dell’ampia mascella, una faccia triangolare richiede il trattamento opposto rispetto a quelli a forma di cuore.

“Uno stile con volume è il re di questa forma di viso”, afferma Stevens. “Optare per tagli di capelli più lunghi, lunghi fino al naso con lati più pieni, che lavorano per aggiungere profondità.”

Per quanto riguarda la barba, il massimo con cui starai bene è qualche ombra leggera. Ma in realtà, data l’importanza della mascella in questo caso, è meglio essere rasati. Prendete il rasoio, gentiluomini.

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