Camicie sartoriali Daniel Bozzo

Camicie sartoriali Daniel Bozzo Genova  Passione,qualità, servizio. Tre semplici parole per definire l’arte con cui Daniel Bozzo confeziona le sue camicie. Se sei interessato ad un vero prodotto artigianale di altissimo livello realizzato a mano, questo è l’uomo...

Dimora Antonella: relax con… gusto ad Ostuni

Dimora Antonella B&B ad Ostuni (BR) Dimora Antonella è una Villa Padronale di fine 800’, ristrutturata seguendo le orme degli antichi artigiani maestri dell’arredo e della pietra, situata a soli 3 km dal centro di Ostuni, incantevole gioiello della Murgia...

Nuovo Apple Macbook Air X

Questo spazio è disponibile per la tua pubblicità su questo sito. Contattaci se desideri inserire la tua attività o il tuo prodotto su gentiluomodigitale.it

Golf club la Filanda Albisola

Questo spazio è disponibile per la tua pubblicità su questo sito. Contattaci se desideri inserire la tua attività o il tuo prodotto su gentiluomodigitale.it

Giubbotti Riace in pelle riciclata

Giubbotti Riace in pelle riciclata.  Riace nasce da un’idea di Daniel Bozzo e Alessandro Bianchi. L'intenzione è quella di realizzare dei giubbotti di lusso riciclando. E così recuperiamo la pelle da divani in disuso e la fodera interna da paracadute scaduti; il...

Calzaturificio artigianale Ricci

Questo spazio è disponibile per la tua pubblicità su questo sito. Contattaci se desideri inserire la tua attività o il tuo prodotto su gentiluomodigitale.it

Tenetevi forte: arriva il sandwich gourmet!

Come nasce il sandwich gourmet e perchè dovresti assaggiarlo Il Sandwich Gourmet è la vera idea gourmet del nuovo millenio: nasce dall'inventiva di Adamo Mastrorilli, imprenditore nel settore turistico e Giuseppe Venerito, imprenditore nel settore alimentare. I due,...

Un viaggio in Valle d’Itria (e dintorni) tra colori e sapori

Un viaggio in valle d’Itria non può prescindere dall’esperienza enogastronomica. Il connubio tra Puglia, vino e cibo è indissolubile. Questa regione saprà stregarti con la sua magia i cui ingredienti sono il sole, un mare cristallino, una miriade di colori, profumi e sapori e il calore tipico dell’accoglienza locale. Il nostro itinerario si è focalizzato sulla Valle d’Itria, un luogo iconico fatto di trulli, ulivi, storia ed un relax assoluto.

La nostra base di appoggio si dimostra subito nettamente al di sopra delle nostre più rosee aspettative: si tratta di Dimora Antonella, un meraviglioso B&B situato ad Ostuni (BR) in cui i proprietari ci accolgono con tutto il calore che caratterizza questa meravigliosa terra.

 

Un viaggio in valle d’Itria (e dintorni) tra colori e sapori

 

 

Ostuni: la città bianca

Il nostro viaggio in Valle d’Itria comincia allora proprio dalla città bianca: una immensa terrazza affacciata su un mare fatto di fronde cangianti di ulivi, abbracciato dalle sue mura di un bianco abbagliante. Qui si respira una storia ultra millenaria che fa da cornice ai mille angoli misteriosi in cui è possibile scovare sempre una nuova osteria o un negozietto.

Smarrirsi tra questi vicoli tortuosi in un luogo così candido da sembrare irreale è un piacere onirico che si completa al calar della notte, quando la brezza leggera vi invita ad accomodarvi su uno dei tavolini ed è così ache anche noi ci ritroviamo, quasi senza accorgercene, ad addentare, isieme ai nostri ospiti, un tarallo ed un pezzo di focaccia barese, sorseggiando un bicchiere di Ostuni bianco (ça va sans dire), servito fresco.

 

Ceglie Messapica: città d’arte e terra di gastronomia

Oggi arriviamo a Ceglie e ci accorgiamo subito che stiamo letteralmente respirando la storia: una città costruita su un reticolo di grotte, fondata dai greci nel 400 a.c. Anche qui, dopo una passeggiata in salita, conquisti il diritto di specchiarti nel meraviglioso panorama della valle d’Itria che ti riempie gli occhi e il cuore.

Ceglie non tarda a stupirci con i suoi sapori e immediatamente scopriamo il panino cegliese, un prodotto storico, inventato da un bottegaio locale. Fatto con una rosetta farcita da tonno e olio extravergine d’oliva brindisino, fette di provolone stagionato e piccante, capperi dissalati e fette di mortadella che fa letteralmente esplodere le nostre papille gustative madandoci in visibilio. Provare per credere. A seguire assaggiamo con piacere il famoso biscotto cegliese. Si tratta di un delizioso pasticcino a base di mandorle tostate, prodotte in zona, con marmellata di amarene e limone, ricoperto con una glassa a base di zucchero e cacao. Aggiungo solo che si tratta di un presidio Slow Food e di un Prodotto Agroalimentare Tradizionale.

 

Martina Franca: stile e contrasto

Ed eccoci a Martina Franca. La prima cosa che ci colpisce è lo stile in cui si mescolano innocentemente religione e paganesimo. Tante chiese e altrettanti simboli esoterici distribuiti ovunque regalano a questa cittadina un tocco di mistero. Attraversiamo le sue stradine e i suoi vicoli con una sorta di timore reverenziale, ma con lo sguardo curioso, attento a cogliere ogni dettaglio.

Il tempo vola e il profumo di cucina inizia a spandersi tra i vicoletti attirandoci in maniera irresistibile verso una splendida osteria. È qui che scopriamo un mondo di prodotti locali: il capocollo, salume tipico di questo paese che viene declinato anche sotto forma di “bombette” che subito ci conquistano e rapiscono i nostri palati. Si tratta di involtini di capocollo fresco, ripieni di formaggio vaccino, sale e pepe che vengono cotte in modo che il formaggio all’interno degli involtini si fonda e ne esalti ulteriorente il gusto. Non possiamo esimerci da un piatto di orecchiette con le cime di rape, un piatto pugliese così tipico da non avere bisogno di presentazioni. Tutto viene accompagnato da un delizioso Martina Franca DOC, dal sapore asciutto e delicato che si sposa perfettamente con questa cucina. Concludiamo con dei bocconotti, dolci di pastafrolla, ricoperti di zucchero a velo e ripieni di crema pasticcera e amarene sciroppate.

 

Cisternino: relax e profumi

Il nostro viaggio in valle d’Itria ci porta oggi a Cisternino, definito a piena ragione uno dei borghi più belli d’Italia. Un vero balcone sulla Valle d’Itria. Restiamo in silenzio a contemplare questo panorama rimasto intatto nonostante il passare degli anni. Anche qui è il bianco splendente, riflesso dalle lucide chianche, le pietre candide rese lisce come vetro dall’uso dei secoli, a dominare il cromatismo locale. Qui ci concediamo una rilassante passeggiata in bici sulla ciclovia dell’acqua, un percorso ciclabile che si snoda lungo l’acquedotto, lungo poco più di 10 Km. Sole, profumi e natura.

A questo punto riteniamo di esserci pienamente meritati una cena a base di pietanze locali e ci lasciamo consigliare dallo chef dell’osteria in cui ceniamo. Non restiamo certo delusi: la casa ci propone un antipasto a base di friselle, del pane duro ammorbidito in acqua e condito con pomodoro crudo, olio EVO locale, sale ed origano. A seguire gnummareddi , involtini di interiora avvolti in budella di agnello cotti alla brace con un gustosissimo contorno di purè di fave. Questa volta usciamo un po’ fuori zona e accompagniamo la nostra cena con del buon vino primitivo di Manduria, servito in brocche di coccio e bevuto freddo, come su usa qui.

 

Alberobello: un borgo da sogno

E siamo arrivati al giro di boa del nostro tour. Quale miglior modo di celebrarlo se non visitare il più noto ed iconico paese della Puglia? Ebbene si: siamo ad Alberobello, il paese dei trulli. Un luogo da fiaba; non ci stupiremmo se vedessimo uno gnomo uscire da una di queste bizzarre ed affascinanti casette. Passeggiando dimentichiamo il trascorrere del tempo al punto da trovare difficile anche ricordarci che ci troviamo nel XXI secolo. Non proveremo nemmeno a descrivere la magia di questo borgo, le parole sarebbero vane, possiamo solo invitarvi a visitarlo.

Veniamo attirati da un locale che esibisce un banco di latticini notevole. E così, nella cornice dei trulli, illuminati solo dal fuoco che arde nel camino, degustiamo un antipasto di pomodorini al filo e burrata, orecchiette cacio e rucola, cui fanno seguito spiedini alla brace. Per concludere ci viene proposta una macedonia di frutta fresca del luogo ed un nocino fatto in casa. Come rifiutare?

 

Locorotondo: la città del vino DOC

“Luogo rotondo”, e non è un modo di dire. Tuttavia scopriamo con stupore che l’antico nome di questo paesino era Casale San Giorgio e solo nel 1800 ha ricevuto l’attuale denominazione. Il paese sorge nel luogo dove la Murgia  pugliese incontra la valle d’Itria.

Qui le cantine producono l’omonimo vino bianco, fresco profumato, delicato e gustoso che ben accompagna un’altra specialità locale: la carne al fornello. Le macellerie locali hanno infatti un denominatore comune: un locale sottostante con tanto di brace sempre accesa  in cui è possibile cuocere da se l’ottima carne acquistata al piano di sopra. Ci piace e cogliamo l’occasione per assaggiare, tra l’altro, la “zampina“, una salsiccia fresca di carne bovina, condita con pomodoro, formaggio pecorino, basilico, sale e pepe, insaccata in budello di agnello. Vino? Un buon Locorotondo bianco DOC, cos’altro?

 

Putignano: il paese del carnevale

Muri in pietra viva, aria tersa e uno splendido sole ci accolgono a Putignano, il paese del carnevale. Qui il 26 dicembre ha inizio il carnevale con i maestri cartapestai locali che danno vita alle loro opere portando in scena uno degli eventi più sentiti ed importanti per i putignanesi che si protrae addirittura a cavallo tra gennaio e febbraio e, successivamente, ad agosto.

Scopriamo qui un piatto locale di cui ignoravamo l’esistenza: la “farinella”, che, oltre ad essere il nome della maschera locale del carnevale, è una farina mista di ceci ed orzo, antico alimento degli agricoltori, consumata in abbinamento a diversi sughi. Facciamo un piccolo excursus e ci abbiniamo un buon negramaro del Salento. Concludiamo con un dolce locale a base di…farinella!

 

Grottaglie: capolavori di ceramica

Il nostro viaggio in valle d’Itria prosegue con Grottaglie, un paese che invita ad essere visitato con calma. Un luogo che va respirato, apprezzato e vissuto. Botteghe di maestri artigiani della ceramica vi terranno per mano per tutto il tempo, accompagnandovi lungo le viuzze e raccontandovi un’arte antica che produce ancora oggi oggetti unici, inimitabili, pezzi di un’arte senza tempo che ci parlano di una tradizione antica, tramandata di padre in figlio. Lasciatevi rapire da questo mondo di colori che vi racconterà la storia di un luogo incorrotto, che ha saputo difendere la sua individualità a dispetto del trascorrere dei secoli.

A tavola Grottaglie ci stupisce con il gusto della semplicità: un antipasto di pomodori secchi e mozzarella locale, apre la strada ad un piatto di zuppa fatta di legumi della Murgia (tra cui degli squisiti ceci neri)  e zucca con insospettabile accompagnamento di cozze tarantine. Non sappiamo resistere e terminiamo il nostro pasto con una squisita stracciatella di masseria.

 

Polignano: panorami mozzafiato

Come ultima tappa del nostro viaggio ci siamo regalati una vera perla. Circondata da splendide masserie, costellata di chiese ed arroccata su uno sperone roccioso, arriviamo a Polignano. Questa splendida località si presenta come un borgo antico, fatto di viuzze che si snodano nel suo cuore e che ci accompagnano enigmatiche e sornioni lungo per aprirsi all’improvviso su  una balconata a strapiombo sul mare Adriatico, lo spettacolo inatteso di un mare di un’incredibile alternanza di verdi e di blu che invita solo a tuffarsi nel suo abbraccio.

Decidiamo di celebrare il nostro commiato dalla Puglia con una cena a base di pesce: un antipasto di frutti di mare crudi fa da prologo  a degli spaghetti aglio, olio, peperoncino e polpa di ricci di mare cui fa seguito una frittura mista di pesce. Scopriamo in questa occasione l’Apeneste, un ottimo sauvignon bianco di uve pugliesi.

Ringraziamo tutti gli amici pugliesi che abbiamo conosciuto e che ci hanno accompagnato in questo viaggio, con una speciale menzione per gli splendidi gestori di Dimora Antonella che ci hanno ospitato e coccolato ancor meglio di quanto ci aspettassimo. A presto!

 

Hai letto:

Un viaggio in valle d’Itria tra colori e sapori

da | Gen 29, 2020 | Viaggi